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• 20 Marzo 2010: Arrivo a Civitella Alfedena
Sentivo la mancanza della natura incontaminata, la voglia di evadere dalle solite maledette prigioni di cemento era diventata irresistibile. Impaziente mi sono messo a cercare un luogo dove poter trascorrere un week-end a stretto contatto con la natura, e ancora una volta l'unica fonte di informazioni ancora sana è venuta in mio aiuto: internet. Così eccomi qua a Civitella Alfedena, un bellissimo borgo medievale immerso nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Siamo nel pomeriggio inoltrato, faccio subito conoscenza con la guida Pietro Santucci, persona davvero squisita, preparata e super disponibile. Poi il resto del gruppo che parteciperà all'escursione, venuti da ogni parte d'Italia (addirittura da Trieste!). Si parte subito per un rapido giro del paese, con visita al recinto della Lince, un animale molto schivo e guardingo che ahimè non ne vuol proprio sapere di farsi vedere. La guida ci espone dei curiosi cenni storici sul borgo e ci proietta nel bel mezzo dell'affascinante storia sulla remota convivenza tra lupi e uomini, svelando fatti e misfatti su questo predatore leggendario. Con curiosità sempre crescente ci dirigiamo verso l'albergo per effettuare un briefing con videoproiezione sul Parco Nazionale d'Abruzzo diretto dal biologo Danilo Russo, il quale ci spiega con chiarezza l'importanza della biodiversità faunistica nell'ecosistema del Parco, introducendo le più recenti scoperte scientifiche sul comportamento e la biologia del Lupo. Ovviamente nessuna rassicurazione, avvistare un lupo sarà davvero difficile ed è meglio non farsi troppe illusioni. Dopo una breve chiacchierata con la guida alpina e bravissimo fotografo - oltre che un mostro di simpatia - Carmine Troise, ci viene consegnata l'attrezzatura (racchette da neve e bastoncini da trekking) necessaria per l'escursione sul Monte Marsicano. Ora la fame comincia farsi sentire e ci dirigiamo verso il ristorante "Il Transumante", rifocillandoci con ottimi piatti della cucina tipica locare ed abruzzese. Saremmo rimasti volentieri a ridere e scherzare come un gruppo di vecchi amici, ma il pensiero della sveglia alle cinque del mattino ci porta controvoglia dritti a dormire. Se avessi solo intuito cosa ci avrebbe aspettato l'indomani, di certo non avrei chiuso occhio!
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Soggetto: Canis Lupus Italicus (Lupo Appenninico) |
Fotocamera: Canon EOS 7D |
Luogo: Civitella Alfedena (AQ) |
Obiettivo: Canon EF 70-200MM F/4L IS USM |
Data: 20 Marzo 2010 - 17.30 |
Dati Scatto: 1/250 - F/4 - ISO 800 |
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• 21 Marzo 2010: Sulle Tracce del Lupo - Monte Marsicano
La sveglia suona alle 05.00. Nemmeno tempo di tornare nella realtà, che sento subito degli strani rumori provenire dalla stanza accanto... È Alessandro, uno dei ragazzi del gruppo, che sta armeggiando con le "ciaspole" (racchette da neve). Mentre preparo l'attrezzatura la mia mente è già sul Marsicano, speransosa di avvistare qualche splendido esemplare di lupo appenninico. Bevo un paio di bicchieroni di succo d'arancia e sistemo il pranzo al sacco nello zaino. Alle 05.30 tutti pronti nella piazza del municipio, le ultime raccomandazioni di Pietro e finalmente si parte! Caricato tutto l'occorrente sulle auto, ci dirigiamo sul punto di inizio del sentiero. Mentre sistemiamo l'attrezzatura facciamo la conoscenza di un'altra guida che ci accompagnerà per il tragitto, Umberto Esposito. Un ragazzo in gamba e ben preparato, appassionato come me di fotografia naturalistica. I segni del sonno sul volto lasciano spazio all'eccitazione, incomincia la scalata. Sono circa le sei del mattino e Pietro raduna tutto il gruppo per controllare che tutto sia in ordine e dare le prime indicazioni, quando viene lanciato l'allarme: «Ehi! Guardate! Due lupi!! No... Forse è una volpe e... Un lupo! Lì nel bosco! Guardate!» È Marco Antonelli, un ragazzo con una passione naturalistica smisurata, soprattutto per questo animale. Un vortice di sorpresa, curiosità e gioia travolge il gruppo, che si dimentica di fare ciò che è più ovvio in questi casi, armare la macchina fotografica! Proprio così, siamo tutti stregati, inerti ad ammirare un evento tanto raro quanto affascinante. Due lupi a 50 metri da noi si mostrano per pochi attimi tra gli alberi del bosco, lasciandoci letteralmente di sasso, per poi svanire in mezzo alla vegetazione. Un sommesso vociare, poi l'incantesimo viene rotto: «Li avete fotografati?! Qualcuno è riuscito a prenderli?!» Il gelo scende tra di noi... Uno scambio di sguardi interrogativi e speranzosi, lascia intendere che nessuno è riuscito a farlo. Una punta di amaro emerge sul mio volto, ma ben presto sommersa dall'oceano emozionale scaturitosi da questo incontro inaspettato. Raggiungere l'obiettivo dell'escursione ancor prima di cominciare è stato davvero un bel colpo di fortuna, ma a quanto pare la Dea oggi è nostra alleata!
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Soggetto: Cervus Elaphus (Cervo Nobile Femmina) |
Fotocamera: Canon EOS 7D |
Luogo: Monte Marsicano (AQ) |
Obiettivo: Canon EF 70-200MM F/4L IS USM |
Data: 21 Marzo 2010 - 08.14 |
Dati Scatto: 1/200 - F/8 - ISO 100 |
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Il trekking comincia ora, e con il morale alle stelle! Non nascondo che mi sarei buttato dritto all'inseguimento della coppia di lupi, la voglia di fotografarli è davvero irresistibile. I consigli di Pietro e la delicatezza dell'ambiente però, mi riportano nella realtà. È davvero una bella giornata, un caldo insolito fa sentire di più la fatica, ma la mente è così attenta a rilevare ogni minimo movimento circostante da rendere sopportabile qualsiasi sforzo. Man mano che si sale è possibile ammirare dei paesaggi stupendi, il Monte Amaro opposto a noi è completamente ricoperto di neve e la sua vegetazione tanto spoglia quanto fitta, costituisce un labirinto sterminato dove perdersi con binocoli e teleobiettivi alla ricerca di segni di vita. Durante le brevi soste per recuperare un po' di energia, Danilo - il nostro biologo - ci espone interessanti nozioni sulle tracce lasciate dalla fauna locale, spiegandoci le principali peculiarità che contradistinguono le varie specie. Sono circa le 08.00 e su indicazioni di Pietro, procediamo in silenzio per evitare che gli animali possano infastidirsi e quindi compromettere lo scopo dell'escursione. Trascorrono appena dieci minuti e ci troviamo davanti uno spettacolo meraviglioso! Un branco enorme di cervi pascola tranquillamente qualche centinaio di metri più a nord della nostra posizione. Con il binocolo si vedono chiaramente, sono tutte femmine che prontamente si mettono in allerta. Purtroppo una persona del luogo, di sensibilità alquanto discutibile (per non dire altro...), ha rovinato lo spettacolo disturbando quegli splendidi esemplari in libertà per cercare qualche palco da portare a casa (inutile dire che è severamente vietato). Riprendiamo il cammino in cerca di un punto riparato dal vento per effettuare una sosta di circa un'ora e mettere qualcosa nello stomaco. Mentre Pietro controlla la parte più alta del sentiero, alcuni componenti del gruppo si sono letteralmente appisolati. Comprensibile tenuto conto dell'ora della sveglia e della tranquillità cullante del luogo. Mangiata qualche barretta di cioccolato, carico di nuovo lo zaino sulle spalle pronto a riprendere il trekking. Umberto richiama tutti all'ordine e ci incamminiamo verso nord, dove ci aspetta Pietro. Passa circa un quarto d'ora e si presenta di nuovo lo spettacolo di prima, solo che stavolta sono dei bellissimi esemplari maschi, alcuni dei quali con dei palchi davvero imponenti. Sono tutti in fila sulla parte alta del monte, e stavolta senza disturbatori di professione, si lasciano osservare sempre e comunque in allerta. Sono davvero bellissimi! Poter descrivere a parole quello che si prova in questi momenti credo sia impossibile, è come un richiamo alla natura, qualcosa che viene dall'istinto... Certe cose bisogna viverle per poterle comprendere. Era davvero molto tempo che non mi immergevo in una natura così incontaminata, ha risvegliato in me sensazioni che credevo perdute. Continuo a meravigliarmi di come l'uomo possa essere indifferente alla bellezza della natura da cui discende, di come sia riuscito ad isolarsi in nome di un progresso finto e sbagliato, orientato verso la distruzione collettiva.
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Soggetto: Cervus Elaphus (Cervo Nobile Maschio) |
Fotocamera: Canon EOS 7D |
Luogo: Monte Marsicano (AQ) |
Obiettivo: Canon EF 70-200MM F/4L IS USM |
Data: 21 Marzo 2010 - 10.22 |
Dati Scatto: 1/500 - F/8 - ISO 100 |
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Il richiamo della guida mi riporta alla realtà, siamo arrivati all'altezza del rifugio. Una breve pausa per recuperare le forze, quando si vede qualcosa volteggiare sotto di noi. «Guardate è un'aquila!» Prendo immediatamente il binocolo e la vedo, una bellissima aquila in planata con le sue ali enormi distese. Pietro è incredulo, vedere così tanti animali in mezza giornata è davvero un evento raro! Riprendiamo la scalata verso la cima del Marsicano, il pendio si fa più ripido e la difficoltà aumenta. Si è alzato anche un bel vento e Pietro decide di trovare una posizione riparata per fermarci a mangiare. Seduto in mezzo alla neve a circa 1.800 metri di quota mi gusto il mio bel panino. Vedere un gruppo di sconosciuti così unito, ridere, scherzare e scambiarsi commenti sulla natura circostante, è un'esperienza super positiva. La gioia infantile dipinta sul mio volto d'un tratto svanisce, quando vedo un ghigno divertito stampato sul volto di Pietro, mentre guarda la lingua di neve ripidissima sotto di noi. Si volta verso di noi: «Forza ragazzi! Indossate le ciaspole!! Si scende.» Le nostre faccie sono indescrivibili. C'è chi si chiede se stia scherzando. E invece fa sul serio. Caricata tutta l'attrezzatura in spalla, ci dividiamo in due gruppi. Pietro guida il primo gruppo, che si rivela un disastro, valanghe a non finire! Poi parte il secondo guidato da Umberto, decisamente più cauto e attento. Dopo qualche metro tutti i consigli tecnici saltano e si comincia ad andare a naso! Un vero sballo!! Le ciaspole sono davvero fenomenali. Siamo arrivati giù al rifugio in un batter d'occhio! Bis a grand richiesta, ma l'idea di tornare su ha scoraggiato tutti. E così inizia la discesa. Vorrei tanto poter restare, così comincia a balenarmi in testa l'idea di fermarmi un altro giorno. La discesa è molto più veloce, durante il tragitto sono ansioso di vedere qualche altro animale, come se non fossi mai soddisfatto. L'equinozio di primavera deve portare fortuna però, perché durante l'ultima sosta ecco che qualcuno lancia di nuovo l'allarme: «Ehi! Guardate sulla precima del Monte Amaro, ci sono dei camosci!!» Prendo il binocolo e li vedo, proprio sulla cima, sono davvero belli! Sono senza parole... Passiamo al punto di avvistamento dei lupi e tutti si fermano, come se fossero ancora là, tra quegl'alberi, a fissarci. Tutti noi vorremmo rivederli ancora una volta, ma forse oggi è chiedere davvero troppo! Arriviamo alle auto, dovrei essere pienamente soddisfatto della giornata, eppure sento che manca qualcosa... Un incontro ravvicinato! Ecco cosa mi manca. Ora però sto proprio esagerando, così mi metto l'anima in pace e carico l'attrezzatura in macchina. Durante il viaggio di ritorno a Civitella Alfedena, chiedo se qualcuno dei ragazzi ha voglia di fermarsi un altro giorno, ma ottengo solo risposte dubbiose, così decido di rinunciare. Poi succede qualcosa per strada, c'è un'auto ferma in mezzo alla corsia, una pesona sul ciglio della strada sta fotografando qualcosa. È Luigi! Un altro componente del gruppo. Dò un'occhiata più in là ma non vedo nulla, poi Marco mi avverte che ci sono dei cervi sulla riva del fiume. Parcheggio l'auto con una manovra fulminea e mi precipito sulla riva del fiume con la macchina fotografica in mano. I cervi si sono allontanati, ma improvvisamente tornano indietro per attraversare il fiume. D'un tratto mi trovo davanti una bellissima femmina di cervo!! Stavolta non mi lascio cogliere impreparato e scatto una raffica di foto, proprio mentre guarda dritto nell'obiettivo. Felice come un bimbo la osservo incantato allontanarsi con eleganza. Lo scatto più bello. Ormai ho deciso, mi fermo un altro giorno!
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Soggetto: Cervus Elaphus (Cervo Nobile Femmina) |
Fotocamera: Canon EOS 7D |
Luogo: Civitella Alfedena (AQ) |
Obiettivo: Canon EF 70-200MM F/4L IS USM |
Data: 21 Marzo 2010 - 16.17 |
Dati Scatto: 1/500 - F/4 - ISO 200 |
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• 22 Marzo 2010: Sulle Tracce del Lupo - Rifugio della Difesa
Sono rimasto d'accordo con Carmine e Pietro, che non ringrazierò mai abbastanza per la loro disponibilità, di vederci alle 08.20 fuori "La Betulla", per poi recarci a Pescasseroli. Anche Umberto sarebbe dovuto venire, ma un impegno improvviso gli ha impedito di unirsi a noi. Arrivati in paese, Carmine si reca in una pasticceria dalle paste sublimi, e devo dire che dall'aspetto promettono piuttosto bene, purtroppo mi sono già abbuffato in albergo e non posso sperimentare. Pietro decide di andare verso il Rifugio della Difesa, distante circa 2 Km dal centro abitato. Il territorio è propriamente dell'orso, ma sarà davvero difficile avvistarlo di questo periodo. Spensierati come non mai, ci avventuriamo nel boschetto innevato. Veniamo subito avvolti dai bellissimi suoni della natura selvatica, tanto belli che di tanto in tanto ci fermiamo e facciamo vere e proprie pause in silensio ad ascoltare. Il muschio avvolge le rocce e i tronchi degli alberi come una sofficissima pelliccia, rimarrei ore ad accarezzarla e Carmine è sanza dubbio d'accordo con me. Mentre avanziamo nella neve, ecco comparire le prime tracce di una volpe, poi quelle di una lepre. Infine ecco quello che cercavamo, impronte freschissime di lupo, sono due e anche belli grossi. Ci piace illuderci ed effettuiamo un appostamento, magari qualche camoscio salta fuori. Avvistiamo dei resti di uno scheletro di cavallo, Carmine si avvicina e sprofonda nella neve cadendo all'indietro. Pietro non si lascia scappare l'occasione e lo fulmina con la macchina fotografica. Un mare di risate. Sono sempre più contento di aver partecipato a quest'escursione, non pensavo di conoscere così tante persone simpatiche e cordiali. Visto che l'aria rimane calma e non si vede nulla nei paraggi, decidiamo di seguire le tracce del lupo. Applichiamo alla lettera il titolo dell'escursione! A conferma di quanto ipotizzato in precedenza, si tratta di una coppia di lupi, hanno segnato il territorio poi si sono divisi seguendo tracce di lepre. Insinuarsi tra arbusti e neve in cerca di impronte è davvero divertente e avvincente. Le tracce proseguono perdendosi nel bosco, avremmo volentieri continuato la nostra caccia, ma Pietro ha un impegno e deve rientrare per pranzo. Durante il ritorno a Civitella Alfedena, Pietro ci suggerisce di avventurarci in un altro punto, dove avremmo potuto scattare delle belle foto. Convincere me è stato fin troppo facile, ma Carmine preferiva mangiare un boccone, poi si sarebbe fatto tardi e l'idea di affrontare il traffico di rientro in città scoraggerebbe chiunque. Così arrivati in paese, restituisco l'attrezzatura a Pietro e saluto entrambi con estrema gratitudine. Oltre che ottime guide, sono delle bravissime persone. Spero di tornare in azione con loro il prima possibile!!!
RIDDICK |
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