§ Il Progetto SHARAD (Shallow Radar)
Il progetto SHARAD, il cui responsabile scientifico è il Dott. Roberto Seu, ha come obiettivo l'esplorazione del pianeta Marte per mezzo di un radar sounder. Questo strumento di concezione e sviluppo interamente italiano, è tuttora imbarcato sulla missione Mars Reconnaissance Orbiter della NASA e terminerà la sua missione nel settembre 2008.
Scendendo nel dettaglio, SHARAD è uno speciale radar altimetro ad apertura sintetica a bassa frequenza (15-25 MHz) con capacità GPR (Ground Penetrating Radar), che permette di avere una migliore risoluzione spaziale garantendo una migliore prospezione degli strati più prossimi alla superficie rispetto al radar MARSIS, imbarcato sulla missione europea Mars Express. L'obiettivo primario di SHARAD è quello di scandagliare il suolo ed il sottosuolo marziano fino a diversi chilometri di profondità, analizzare i dati raccolti e segnalare il tipo e la distribuzione dei materiali previsti (come la roccia, la regolite, l'acqua e il ghiaccio).

§ Riserva d'acqua sotto il Polo Nord
La tecnologia avanzata con cui è stato costruito SHARAD ha dato i suoi frutti, inviando preziose informazioni sulla composizione del sottosuolo marziano, che hanno permesso di ipotizzare la presenza, sotto il polo nord, di un enorme bacino sedimetario vecchio di 3 miliardi di anni! Non era mai stata osservata una simile deposizione di ghiacci, polveri e lava con tale precisione e così in profondità (parliamo di diverse centinaia di metri). Il responsabile del progetto, Dr. Seu, afferma:

"Gli strati sono formati fondamentalmente da miscele di ghiaccio e polvere in frazioni diverse. L’analisi di questi strati ha portato a diversi risultati importanti che hanno consentito di migliorare le conoscenze sulla climatologia di Marte e quindi sulle variazioni dell’obliquità e dell’eccentricità orbitale del pianeta che avrebbero avuto cicli lunghi qualche milione di anni".

Gli strati di ghiaccio e polvere poggiano sullo strato roccioso provocando una deflessione, grazie alla quale è stato possibile stimare con una certa precisione la viscosità del mantello. I risultati hanno evidenziato sia un maggior spessore che una maggiore rigidità della litosfera di Marte, al contrario di quanto si credeva in precedenza. Questo importante datoci dice che le condizioni necessarie per trovare acqua allo stato liquido e quindi possibili forme di vita, si trovano a profondità maggiori di quanto previsto.



§ La sonda Phoenix Mars Lander atterra su Marte
Nella parte superiore dell'immagine sovrastante vediamo gli strati di ghiaccio e polvere che compongono la calotta polare del polo nord marziano. Il livello di dettaglio è il più alto mai ragiunto prima d'ora. La parte sottostante evidenzia invece la topografia del terreno marziano corrispondente, con le zone più alte in bianco e rosso, mentre quelle più basse in verde e giallo.
Sono ben visibili quattro strati di ghiaccio e polvere, separati da altri strati di ghiaccio quasi puro. Gli scienziati suppongono che gli strati liberi dai ghiacci rappresentino cicli lunghi un milione di anni di cambiamenti climatici su Marte, dovuti alla variazione dell'inclinazione dell'asse del pianeta e all'eccentricità della sua orbita intorno al Sole. E' stata inoltre stimata l'età dell'intera calotta polare, che è di circa 4 milioni di anni (in accordo con le stime teoriche precedenti). La sonda Phoenix Mars Lander ha toccato il suolo marziano il 26 Maggio 2008 alle ore 01:53 (ora italiana), precisamente in una regione dell'artico chiamata Vastitas Borealis - 68° N di latitudine e 234° E di longitudine.
Dopo un viaggio di 679 milioni di chilometri, Phoenix inizierà un lavoro di controllo ed analisi del polo nord marziano che durerà tre mesi. Il principale ricercatore della missione Phoenix, Dr. Peter Smith dell'università dell'Arizona, afferma:

"Vediamo il tipo di rocce che ci aspettavamo di vedere, e i poligoni che vedevamo dallo spazio, non vediamo ghiaccio sulla superficie, ma riteniamo che lo vedremo al di sotto. Tutto sembra andare per il meglio."

Sopra vediamo la prima immagine (in falsi colori) del polo nord marziano! Phoenix possiede gli strumenti per valutare se il ghiaccio sotto la superficie possa mai sciogliersi e verificare la presenza degli elementi chimici della vita nel terreno ghiacciato. Studierà inoltre anche altri aspetti del terreno e dell'atmosfera, che non sono mai stati analizzati con una simile strumentazione. Il giorno martedì 27 Maggio 2008 verrà messo in funzione il braccio del Lander, che fornirà il materiale da analizzare, per scoprire se su Marte ci sia mai stato un ambiente favorevole alla vita.

RIDDICK